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La fraternità … in Condivisione

Questa terza tappa di spiritualità sarà vissuta attraverso i nostri stumenti multimediali, la video catechesi e gli altri strumenti a supporto. Sarai tu a ritagliarti un momento in questo tempo che anticipa il 10 gennaio, data di conclusione di questo nostro momento “speciale” di spiritualità.

Pertanto non vogliamo rinunciare a uno dei momenti importanti e di confronto che caratterizzano i nostri momenti di spirtualità: la condivisione. Anche se questa esperienza di ritiro “online” ci porta a una riflessione prettamente personale, vogliamo lascaire agli altri un pezzo della nostra esperienza attraverso un commneto.

Un commento non come quelli a cui siamo abituati sui social, ma un commento quasi anonimo che resterà nei quattro lembi di questa pagina web, un commento di condivsione della propria esperienza fatta in questo ritiro, senza la logica dei like o delle risposte a catena.
Quindi non ti resta che fare sintesi di questa esperienza di spiritualità e lasciare un commento con la sintesi della tua personale riflessione.

 

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4 commenti

  1. Antonella PACILEO

    È più bello essere amici o servi ? Ovviamente è più bello essere amici di Gesù, perché come diceva Don Sebastiano l’amico condivide tutto con noi e in modo gratuito,ma non è sempre facile grazie all’azione cattolica è come se avessi un amico alle mie spalle che mi sprona a fare sempre meglio, spero di trasmettere a tante persone la parola di Dio ed a essere sempre amico

  2. Antonio Triola

    L’amicizia di Gesù va oltre ogni pregiudizio o condizionamento, perché entra nella profondità del nostro essere. Bellissima la riflessione di Don Sebastiano. Ci fa capire quanto è importante andare oltre nelle relazioni. Qualsiasi tipo di persona ci possiamo trovare davanti, è importante svuotare il nostro essere da ogni sorta di condizionamento per predisporci all’ascolto accogliendo il prossimo, anche se capita di non condividere lo stesso pensiero, l’importante è comprendere l’altro nel rispetto della persona. Gesù ci da l’esempio con i suoi discepoli, Pietro era impulsivo e lo rinnegò tre volte, Tommaso dubitò della sua risurrezione, Giovanni e Giacomo volevano sedersi uno alla destra e un altro alla sinistra del padre non tenendo conto degli altri, Simone era uno zelota, gli zeloti erano ribelli rivoluzionari che spesso anche con la violenza si scontravano con le truppe romane per avere l’indipendenza della Giudea, Matteo era un esattore delle tasse, Giuda addirittura lo tradí. Ma Gesù ci dimostra che bisogna andare oltre, entrando appunto nella profondità del cuore delle persone. L’amicizia di Gesù è sicuramente difficile ma è bella perché ci fa comprendere la vera assenza dell’amore, vivendo l’altro nella massima comprensione.

  3. Mi sento amico di Gesù perché sono conosciuto, chiamato e scelto da Lui e l’amicizia si dissemina in quel posto più intimo e
    profondo del mio essere, e’ li che ritrovo Lui.
    Da amico cerco di ascoltare la Parola e comprendere cosa vuole da me, come vuole che io Lo testimoni in tutti gli ambienti di vita e con tutte le persone con cui entro in relazione. Cerco di ascoltare ciò che Lui vuole che io faccia piuttosto quello che io voglia, perché “non sono un servo che non sa cosa vuole il suo padrone”, anche se a volte quello che mi ritrovo ad essere e fare è diverso da ciò che Lui vorrebbe da me, a causa delle mie fragilità e della condizione misera dell’esistenza umana. Allora, è nella famiglia, nella comunità, nell’associazione, che, nonostante le fatiche sperimentate, cerco di essere sua amica, di testimoniare ciò che insegna e dona alla mia vita.
    Dell’amicizia con il Signore mi piace l’aspetto dell’affidamento. Nella relazione con Lui e quindi con l’altro possiamo coltivare l’affidamento senza condizioni e senza condizionamenti. Quando compio un’azione nel Suo nome mi sento veramente bene e vedo chiaramente ciò che di bello vuole dare alla mia vita e vedo la persona che mi fa essere. Riesco solo così, dopo essermi affidata, a riconoscere una forza interiore, che senza l’amicizia con Lui non potrei sentire di avere e di tenere, quella forza che allena lo Spirito a guardare con occhi nuovi e sguardo purificato gli occhi del fratello, nel momento in cui nell’altro incontro me-con-Lui, in un’amicizia e in un dialogo senza confini, solo continua ri-scoperta di attimi di amicizia eterna.