🔔 Prossimi Appuntamenti:1 FebbraioCAROVANA DIOCESANA PER LA PACE E PER LA VITA20 FebbraioWEEKEND ACR 12-1413 MarzoSFS MSAC🔔 Prossimi Appuntamenti:1 FebbraioCAROVANA DIOCESANA PER LA PACE E PER LA VITA20 FebbraioWEEKEND ACR 12-1413 MarzoSFS MSAC

Weekend formativo: le conclusioni del presidente diocesano

Weekend Diocesano - Azione Cattolica

“Qui per scelta”

Io mi chiedo sempre chi mai potrebbe criticare, ad esempio, una squadra di calcio per aver fatto “la scelta sportiva”. Con questo interrogativo e con queste parole qualche settimana fa Matteo Truffelli, ex presidente nazionale, dà inizio alla sua intervista per Segno parlando della “scelta religiosa” dell’Azione Cattolica.

Truffelli ci ricorda che già alla fine degli anni sessanta tale formula si prestava ad incomprensioni, soprattutto all’esterno dell’associazione. Ancora oggi, pur conoscendo i protagonisti di questa storia, uno su tutti Vittorio Bachelet di cui abbiamo approfondito la sua umanità in questo weekend, non sappiamo bene chi abbia coniato l’espressione “scelta religiosa” per indicare la nuova stagione associativa; quella, per intenderci, del rinnovamento alla luce del Concilio Vaticano II.

Tutti però, abbiamo vissuto, stiamo vivendo e abbiamo organizzato in questi anni l’associazione nel solco dalla “scelta religiosa”. Oggi che di questo tema si è tornato a discutere, anche noi abbiamo sentito la necessità di dargli una nuova luce, non perché ce ne fosse bisogno o per contribuire a difendere una posizione, ma proprio perché è una delle caratteristiche che definiscono la natura stessa della scelta religiosa. Essa, infatti, nacque dalla consapevolezza che per i credenti di ogni tempo fosse necessario sempre un continuo confronto; un continuo confronto tra scelte, impegno pastorale e cambiamenti della storia, per provare ad incarnare a pieno e al meglio lo spirito evangelico.

Il tema della scelta, della scelta consapevole al servizio educativo, formativo e alla responsabilità è poi un tema che questo consiglio si è fatto carico di portare avanti, alla luce delle diverse criticità riscontrate in questi anni con frequenti defezioni e abbandoni degli incarichi, che mettono in difficoltà la vita associativa e formativa dei diversi gruppi affidati.

Ed è per questo che abbiamo voluto estendere l’invito a partecipare e dare un contributo per alcuni, agli assistenti territoriali. Abbiamo sentito la necessità di farci carico, insieme, di questa nuova fase e accompagnamento specifico, ognuno facendo la propria parte. Siamo partiti da lontano nel pensare ai contenuti di questo weekend; siamo partiti nel richiederci perché c’è stata e c’è la necessità, per una associazione cattolica, di rimarcare la scelta religiosa? Per rispondere a questa domanda, in questi giorni, ci siamo messi in dialogo con le radici che sono alla base delle scelte e dello stile associativo, riconoscendo in Bachelet una figura bella e determinante.

Intanto, ci siamo accorti durante questi giorni che scegliere non è sempre questione facile, soprattutto se non siamo abituati a fare un serio discernimento comunitario e personale come abbiamo avuto modo di approfondire con don Franco e don Domenico: basti pensare di fronte ad una decisione da prendere, quante volte si bloccano i nostri consigli e le nostre associazioni e ancora più spesso la nostra stessa vita!

Padre Angelo ama ripeterci spesso di vivere a pieno la nostra vocazione e chiamata nella chiesa, qualunque essa sia, perché dietro questa chiamata c’è qualcuno che ci ha pensato e ci ha scelto, qualcuno che ci ha amato. Ecco, possiamo trovare le prime certezze/risposte da portare a casa… dietro una scelta c’è sempre un atto di amore: la scelta religiosa (associativa e personale) si fa perché riconosciamo un bene da raggiungere attraverso di essa e ci spinge un amore.

Il nostro servizio educativo e formativo, quindi, può sembrare scontato ma è giusto ripeterselo più volte, va vissuto perché è stato scelto e la scelta è dettata da un amore. Il servizio formativo, abbiamo riflettuto in questi giorni, è un modo particolare per relazionarsi con Gesù maestro che si suggella nella partecipazione all’eucarestia culmine e pretesto per celebrare l’amicizia con Gesù.

La scelta religiosa va vissuta giorno per giorno, perché rimettendo al centro la spiritualità (ci ricordava Rosanna Virgili al convegno degli adulti) purifichiamo il nostro agire nell’associazione, dell’associazione e nella porzione di mondo che abitiamo ogni giorno. Non è un modo per girarsi dall’altra parte, mai.

La scelta religiosa nasce dalla convinzione che gli strumenti, i metodi e le risorse del nostro servizio dell’apostolato associativo in generale, non possono essere gli stessi del potere, delle logiche d’interesse e di tornaconto personale, ma è la gratuità ad essere il nostro riferimento, anche nel più piccolo e apparentemente insignificante impegno che portiamo avanti in AC! La gratuità, ovvero, l’essere riconoscente che mentre svolgiamo il servizio associativo la nostra chiamata al servizio formativo (anche attraverso le difficoltà e la fatica che sperimentiamo senza negarcelo), riceviamo in dono (sempre) la promessa evangelica del centuplo quaggiù e la vita eterna, ecco questo, è il carburante del servizio a cui siamo stati chiamati in AC: la riconoscenza.

La stessa riconoscenza del lebbroso samaritano guarito insieme ad altri nove che torna a ringraziare e glorificare Dio, perché consapevole del dono ricevuto. Dove sono gli altri nove? domanda Gesù. Se in qualche frangente particolare della nostra vita, quando viviamo un momento di affanno, quando la scelta fatta viene messa in discussione e non percepiamo il dono, dobbiamo solo ricalibrare i nostri occhi e il nostro cuore come ci hanno sottolineato don Emanuele e don Alessandro. Come credenti, prima ancora che come laici impegnati, siamo chiamati a vivere e abbiamo la responsabilità di testimoniare che la provvidenza e la presenza di Dio nella storia attraverso anche il nostro operato, non è una bella favola da raccontare, ma esperienza concreta.

La scelta religiosa è stata fatta e continua a farsi, per misurarsi più a fondo con le dinamiche culturali, sociali e politiche del nostro tempo facendo sintesi tra tutti gli ambienti di vita che frequentiamo. Luca Miceli ci ha dato una bella testimonianza con il suo intervento per questo discorso, rafforzando la consapevolezza che, come ha scritto da Papa Francesco nell’Evangelii gaudium, non vi può essere evangelizzazione autentica che non abbia “conseguenze sociali”, ed aggiungiamo, in tutti gli ambiti della nostra vita.

La scelta religiosa per l’Azione Cattolica della nostra diocesi per i prossimi anni e concludo, è farsi carico delle domande dei nostri territori e del nostro tempo. Papa Leone il 25 ottobre scorso, durante il giubileo diocesano ci ha ricordato che siamo in un tempo benedetto perché assaliti da domande che mettono in crisi l’insegnamento della chiesa e di riflesso, mettono in crisi i nostri gruppi e le nostre associazioni che fanno fatica spesso a leggere ed interpretare e i segni dei tempi alla luce del vangelo, come approfondito con Francesco del Pizzo e don Giuseppe.

Il Papa ha concluso il suo intervento dicendo che la Chiesa (l’AC) diventerà esperta di umanità, se camminerà con l’umanità e avrà nel cuore l’eco delle sue domande. Domande dei giovani, domande dei poveri, domande delle donne, domande di chi è stato messo in silenzio o perché diverso dalla maggioranza.

Il mio e nostro augurio è quello di poter tornare nelle nostre associazioni facendo tesoro di quanto vissuto in questi giorni, consapevoli che il Signore non mancherà di offrirci attraverso l’Azione Cattolica occasioni ancora più frequenti per crescere e fare il bene. Ritorniamo a casa dalle nostre famiglie, dai nostri affetti e alle nostre vite consapevoli del dono prezioso che possiamo offrire alle nostre comunità parrocchiali e cittadine: dono di tempo, di capacità, di voglia di ascoltare, di condividere e accompagnare altri fratelli che incontreremo durante il cammino. Dono prezioso è anche l’offerta delle nostre difficoltà e fatiche a portare avanti il servizio e la vita associativa.

Consentitemi al termine di questa bella esperienza, di ringraziare il Vescovo Angelo per essere sempre disponibile a fare un pezzo di strada insieme e per quanto ci ha donato oggi e, potrebbe sembrare scontato, ma sento di esprimere gratitudine profonda anche al collegio assistenti: presenza di qualità, di sostanza e numerosa come non mai! Grato a don Giosuè per quanto condivide con me, don Antonio, don Raffaele e don Gianfranco che proprio un anno fa cominciavano il loro servizio tra di noi e non perché ultimo, a don Fabio. Sono tutti compagni di strada imprescindibili in questo momento.

Esprimo gratitudine, a nome personale e di tutto il consiglio, ad ognuno di voi per la bella testimonianza di questi giorni e per la vostra numerosa partecipazione, dovremmo essere una delle esperienze unitarie più numerosa fatta negli ultimi anni! Questo significa che le scelte, la lettura dei tempi e il sogno di questi anni andava nel verso giusto.

Buon rientro, ci vediamo il 29 novembre a Casapesenna per il pellegrinaggio per l’adesione diocesana!

Michele Migliaccio
Presidente Diocesano